L’Unione Europea avanza con l’applicazione provvisoria dell’accordo Mercosur-UE e apre una nuova fase nell’integrazione transatlantica

La decisione della Commissione Europea di applicare in via provvisoria l’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosur rappresenta una svolta strategica per l’economia globale e, in particolare, per le relazioni tra Europa e America Latina.

L’annuncio è stato fatto venerdì 27 febbraio dalla Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, dopo mesi di negoziati istituzionali e confronti giuridici. La misura consente l’entrata in vigore di parti rilevanti del trattato prima della ratifica definitiva, sbloccando così uno degli accordi commerciali più ambiziosi degli ultimi decenni.

Una delle più grandi aree di libero scambio al mondo

L’accordo elimina i dazi su oltre il 90% degli scambi tra i 27 Stati membri dell’Unione Europea e i Paesi fondatori del Mercosur, ossia Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay.

Insieme, i due blocchi rappresentano circa il 30% del Prodotto Interno Lordo globale e un mercato di oltre 700 milioni di consumatori. Si tratta quindi di un’architettura commerciale in grado di ridefinire flussi di investimento, catene del valore e strategie imprenditoriali su entrambe le sponde dell’Atlantico.

Per l’Europa, l’accordo amplia l’accesso a mercati strategici e rafforza il posizionamento del blocco in un contesto di riorganizzazione delle catene globali. Per il Mercosur, si apre un’opportunità concreta di diversificazione commerciale, modernizzazione normativa e attrazione di investimenti.

L’impasse giuridica e la soluzione istituzionale

La ratifica del patto era stata temporaneamente bloccata dopo che il Parlamento Europeo aveva trasmesso il testo alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per una verifica di legittimità. La procedura potrebbe ritardare l’approvazione definitiva fino a un anno e mezzo.

Di fronte a questo scenario, la Commissione Europea ha deciso di ricorrere allo strumento dell’applicazione provvisoria, previsto dalle regole dell’Unione, che consente l’entrata in vigore parziale degli accordi internazionali mentre il processo formale di ratifica prosegue.

Secondo Ursula von der Leyen, la decisione è maturata dopo un dialogo con governi nazionali ed eurodeputati, che ha mostrato una convergenza politica sufficiente per procedere, pur in presenza di verifiche giuridiche ancora in corso.

Impatti strategici per l’Italia e per il Brasile

Per l’Italia, economia fortemente orientata all’export e con una consolidata tradizione industriale, l’accordo amplia le opportunità nei settori della meccanica, dei macchinari, del design, dell’agroindustria e dei servizi specializzati. Le imprese italiane potranno accedere al mercato sudamericano in condizioni più competitive, rafforzando al contempo partnership industriali e tecnologiche.

Per il Brasile e gli altri membri del Mercosur, il trattato rappresenta un ponte strategico verso uno dei mercati più sofisticati al mondo e incentiva guadagni di produttività, integrazione nelle catene globali del valore e allineamento agli standard normativi internazionali.

Un nuovo capitolo nella cooperazione euro latinoamericana

In un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e tendenze protezionistiche, la creazione di un’ampia area di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur invia un messaggio chiaro: la cooperazione basata su regole, prevedibilità giuridica e integrazione economica resta un pilastro fondamentale dello sviluppo sostenibile.

L’applicazione provvisoria dell’accordo non chiude il dibattito politico, ma inaugura una fase pragmatica nella quale imprese e investitori possono già iniziare a posizionarsi strategicamente.

Per il LIDE Italia, impegnato nella costruzione di ponti economici tra Europa e America Latina, questo momento richiede visione di lungo periodo, dialogo istituzionale e protagonismo del settore privato. L’integrazione tra i due blocchi non è soltanto un passo commerciale, ma un’agenda strategica capace di ridefinire opportunità, rafforzare alleanze e proiettare un nuovo ciclo di cooperazione transatlantica.