Il turismo dell’olio cresce in Italia e avvia un nuovo ciclo per l’enogastronomia europea

Il turismo dell’olio, noto come oleoturismo, sta vivendo un momento di forte espansione in Italia. Secondo dati diffusi dalle associazioni di settore e ripresi recentemente dalla stampa, la domanda di esperienze legate all’olio extravergine di oliva è cresciuta di circa il 37% negli ultimi anni, consolidando il comparto come uno dei più dinamici all’interno del turismo enogastronomico italiano.

Il fenomeno conferma una tendenza strutturale. I turisti, in particolare quelli ad alto potere di spesa, cercano esperienze autentiche, legate al territorio, alla tradizione e alla qualità del prodotto. In questo contesto, l’olio non è più soltanto un elemento della dieta mediterranea, ma diventa protagonista di percorsi culturali, immersivi e sostenibili.

Esperienza, territorio e valore aggiunto

L’oleoturismo comprende visite a uliveti storici, frantoi, degustazioni tecniche guidate da esperti, abbinamenti gastronomici e partecipazione alla raccolta stagionale. Regioni come Toscana, Puglia, Umbria e Sicília guidano l’offerta, combinando paesaggi iconici, patrimonio storico ed eccellenza produttiva.

La crescita del settore è in linea con il rafforzamento del turismo rurale e degli itinerari tematici, come le Strade dell’Olio, che integrano produttori, hotel boutique, ristoranti e centri culturali in un unico ecosistema economico.

Oltre all’impatto diretto sugli introiti per le piccole e medie aziende agricole, il modello contribuisce alla valorizzazione delle aree rurali, al contrasto dello spopolamento delle campagne e alla tutela ambientale, poiché la conservazione degli uliveti storici è strettamente legata alla sostenibilità del paesaggio italiano.

Un mercato globale in trasformazione

L’espansione del turismo dell’olio si inserisce in un contesto più ampio di crescita del turismo gastronomico a livello mondiale. Consumatori europei, nordamericani e asiatici mostrano un interesse crescente per esperienze sensoriali che uniscano gastronomia, cultura e autenticità.

In Italia, l’olio occupa una posizione strategica in questo scenario. Il Paese è riconosciuto a livello internazionale per la varietà delle cultivar e per la qualità dell’olio extravergine, elementi che rafforzano il marchio Italia e ne accrescono la competitività nel mercato globale.

Per operatori turistici e investitori, il comparto offre opportunità nell’ospitalità rurale, nel marketing territoriale, nell’esportazione di prodotti premium e nell’integrazione con l’enoturismo, settore già consolidato nel Paese.

Opportunità per la relazione tra Italia e Brasile

La crescita dell’oleoturismo apre inoltre spazi per connessioni strategiche con il Brasile. Il pubblico brasiliano ad alto reddito dimostra un forte interesse per esperienze personalizzate in Europa, in particolare quelle legate alla gastronomia e allo stile di vita italiano.

Esiste un potenziale significativo per lo sviluppo di pacchetti turistici tematici tra Italia e Brasile, per partnership tra produttori italiani e distributori brasiliani, per lo scambio di buone pratiche nel turismo rurale e nella valorizzazione dei prodotti di origine, nonché per l’organizzazione di eventi bilaterali volti a promuovere oli premium e rafforzare il commercio agroalimentare.

Con la crescente professionalizzazione del settore e la digitalizzazione dell’esperienza turistica, l’oleoturismo tende a consolidarsi come vettore strategico di sviluppo regionale e di diplomazia economica.

Un asset culturale ed economico

Più che una semplice tendenza, il turismo dell’olio rappresenta una sintesi del modello italiano di creazione di valore. Tradizione, qualità, territorio ed esperienza si combinano per trasformare un prodotto agricolo in un asset culturale e turistico.

Trasformando l’olio in esperienza, l’Italia rafforza la propria capacità di attrarre visitatori, generare ricavi e consolidare la propria immagine internazionale.

La crescita del 37% della domanda non indica soltanto un’espansione del mercato, ma una trasformazione strutturale nel comportamento dei consumatori e una concreta opportunità per investitori, operatori e leader che operano all’intersezione tra turismo, agribusiness ed economia creativa.